My Secret Passion. The Arias

POURQUOI ME R´VEILLER´

´ Pourquoi me r´veiller, ´ souffle du printemps ´

Sur mon front je sens tes caresses.

Et pourtant bien proche est le temps

 Des orages et des tristesses.

Demain, dans le vallon, viendra le voyageur,

Se souvenant de ma gloire premi´re,

Et ses yeux vainement chercheront ma splendeur :

Ils ne trouveront plus que deuil et que mis´re ! ´

H´las! Pourquoi me r´veiller, o souffle du printemps ´


NESSUN DORMA!

Nessun dorma! Nessun dorma!

Tu pure, o Princepessa

Nella tua fredda stanza

Guardi le stelle chi tremano

D’amore e di speranza!

Ma il mio mistero ´ chiuso in me,

II nome mio nessun sapr´!

No, no, sulla bocea lo dir´,

Quando la luce splender´!

Ed il mio baccio scioglier´

Il silencio che ti fa mia!

Dilegua, o notte!

Tramontate, stelle!

Tramontate stelle!

Al alba vincer´!


 UNA FURTIVA LAGRIMA

Una furtiva lagrima

Negli occhi suoi spunt´:

Quelle festose giovani

Invidiar sembr´.

Che pi´ cercando io vo´

M’ama, lo vedo.

 Un solo instante i palpiti

Del suo bel cor sentir!

I miei sospir, confondere

Per poco a’ suoi sospir!

Cielo, si pu´ morir!

Di pi´ non chiedo.


M´APPAR´

M’appar´ tutt’ amor,

il mio sguardo 1’incontr´;

bella s´ che il mio cor,

ansioso a lei vol´;

mi fer´, m’invagh´

quell ‘angelica belt´,

 sculta in cor dall´amor

cancellarsi non potr´:

il pensier di poter

palpitar con lei d’amor,

pu´ sopir il martir

che m ‘affana e stranzia il cor.

 M’appar´ tutt’amor,

il mio sguardo 1’incontr´;

bella s´ che i I mio cor

ansioso a lei vol´;

Marta, Marta tu sparisti

e il mio cor col tuo n ‘and´!

Tu la pace mi rapisti,

di dolor io morir´.


CHE GELIDA MANINA

Che gelida manina!

Se la lasci riscaldar.

Cercar che giova´

 Al buio non si trova.

Ma per fortuna

´ una notte di luna,

e qui la luna l’abbiamo vicina.

Aspetti, signorina,

 le dir´ con due parole chi son,

chi son, e che faccio, come vivo,

Vuole´

Chi son´ Chi son´ Son un poeta.

Che cosa faccio´ Scrivo.

E come vivo´ Vivo.

In povert´ mia lieta

scialo da gran signore

rimi ed inni d’amore,

Per sogni e per chimere

e per castelli in aria

1’anima ho milionaria.

Talor del mio forziere

ruban tutti i gioielli

due ladri: gli occhi belli.

V´entrar con voi pur ora

ed i miei sogni usati,       

ed i bei sogni miei

tosto si dileguar!

Ma il furto non m’accora

poich´, poich´ v’ha preso stanza

la speranza.

Or che mi conoscete

parlate voi. Deh parlate.

Chi siete´ Vi piaccia dir´


O SOAVE FANCIULLA 

RODOLFO

 O soave Fanciulla, o dolce viso

di mite circonfuso alba lunar,

in te raVViso ´l sogno

ch’io vorrei sempre sognar!

MIM´

 (Ah, tu sol comandi, amor!)

Fremon nell’anima

dolcezze estreme, ecc

Nel baccio freme amor!

(Oh come dolci scendono

le sue lusinghe al cor…

Tu sol comandi, amor!)

No, per piet´!

Sei mia!

V´aspettan gli amici´

Gi´ mi mandi via´

Vorrei dir… ma non osso.

Di´.

Se venissi con voi´

Che´ Mimi!

Sarebbe cos´ dolce restar qui.

C’´ freddo fuori.

Vi star´ vicina!

| E al ritorno´

Curioso! 

Dammi il braccio, o m´a piccina… 

Obbedisco, signor!

Che m’ami …di’…

Io t´amo

RODOLFO e MIM´

Amor! Amor! Amor!


VESTI LA GlUBBA

Recitar! …mentre preso dal delirio

non so pi´ quel che dico e quel che faccio!

Eppur… ´ d’uopo… sforzati!

Bah, sei tu forse un uom´

 Tu se’ Pagliaccio!

Vesti la giubba e la faccia infarina.

La gente paga e rider vuole qua.

E se Arlecchin t’invola Colombina,

ridi, Pagliaccio…e ognun applaudir´!

Tramuta in lazzi lo spasmo ed il pianto;

in una smorfia il singhiozzo e’l dolor…

Ridi Pagliaccio, sul tuo amore infranto!

Ridi del duol che t’avvelena il cor!


E LUCEVAN LE STELLE

 E lucevan le stelle,

 e olezzava la terra

stridea l’uscio dell’orto,

e un passo sfiorava la rena.

Entrava ella, fragrante,

mi cadea fra le braccia.

Oh! dolci baci, o languide carezze,

mentr’io fremente

le belle forme discogliea dai veli!

Svan´ per sempre il sogno mio d’amore…

L’ora ´ fuggita

e muoio disperato!

 E non ho amato mai tanto la vita!


RECONDITA ARMONIA

Recondita armonia

di belleze diverse! …´ bruna Floria,

l’ardente amante mia.

E te, beltade ignota, cinta di chiome bionde!

Tu avuro hai l’occhio, Tosca ha l’occhio nero!

L’arte nel suo mistero

le diverse belleze insiem confonde:

ma nel ritrar costei

 il mio solo pensiero,

ah! il mio solo pensier, sei tu,

Tosca, sei tu!


´ LA SOLITA STORIA

´ la solita storia del pastore…

II povero ragazzo voleva raccontarla

 e s’addorm´.

C’´ nel sonno l’oblio.

 Come l’invidio!

Anch’io vorrei dormir cos´,

nel sonno almen l’oblio trovar!

La pace sol cercando io vo’.

Vorrei poter tutto scordar!

Ma ogni sforzo ´ vano.

 Davanti ho sempre

di lei il dolce sembiante.

La pace tolta ´ solo a me.

 Perch´ degg’io tanto penar´

Lei! sempre lei mi parla ancor!

Fatale vision, mi lascia!

 Mi fai tanto male,

Ahim´!


CELESTE A´DA

 Celeste Aida, forma divina,

Mistico serio di luce e fior,

Del mio pensiero tu sei regina,

Tu di mia vita sei lo splendor.

Il tuo bel cielo vorrei ridarti,

Le dolci brezze del patrio suol;

Un regal serto sul crin posarti,

Ergerti un trono vicino al sol, ah!